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Agenti di assicurazione, i modelli di rappresentanza degli intermediari vanno ripensati

patrimoniefinanza By Redazione14 Novembre 2022

Secondo Federpromm, il settore degli intermediari assicurativi va strutturalmente ripensato in termini di strategie sia da parte dei soggetti abilitati che da parte delle associazioni di rappresentanza.



Attraverso una ricerca sociologica condotta di recente dal centro studi di Federpromm-Uiltucs, in collaborazione con la società FDP su dati Ivass e altre fonti di informazione del settore della distribuzione assicurativa in Italia, sono emersi elementi di valutazione che mettono in evidenza forti criticità all’interno del panorama della rappresentanza degli intermediari assicurativi.

Esaminando nel dettaglio i dati aggiornati ai primi di novembre 2022 dei soggetti iscritti alle varie Sezioni del Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi (RUI), è emerso come la figura classica dell’Agente di assicurazione (iscritto alla Lettera A) – storicamente riconosciuta dalla comunità dei risparmiatori – sia in fase di decrescita costante anno dopo anno: da 27.441 unità del 2019 si è passati a 26.912 nel 2020, a fronte dei 38.363 iscritti nel 2010 con una diminuzione di ben 11.451 agenti (-29,84%). Pertanto, una figura che si può ipotizzare in fase di estinzione, come sta avvenendo per correlazione al settore del credito che sta ridimensionando notevolmente la presenza del personale e delle agenzie sul territorio, causa l’applicazione dei servizi automatizzati.

Indicativi anche i dati riferiti alle altre figure professionali, quali i Broker (iscritti alla Sez B), che da 5.735 del 2019 hanno avuto un decremento in percentuale dello 0,58%, passando a 5.702 unità; nonché i soggetti iscritti alla lettera C (i cosiddetti Produttori diretti), che passano da 3.246 del 2019 a 2.476 nel 2020 (-5,15%); così come gli iscritti alla Sez.D (banche, Sim, intermediari finanziari ex art. 106 del Testo Unico Bancario, Istituti di pagamento ex art. 114 septies del Testo Unico bancario e Poste italiane – Divisione servizi di bancoposta), che da 452 unità nel 2019 scendono a 439 nel 2020. Ma il dato che fa riflettere gli addetti ai lavori è l’esplosione dei soggetti iscritti alla sez E, ovvero dei c.d. sub-agenti o collaboratori, che da circa 160mila unità del 2015 sono cresciuti in modo esponenziale fino a 195.923 iscritti nel 2019, superando nel 2020 la soglia di 200.000 unità (200.884), con un incremento percentuale di +2,47%.

Da un’analisi del contenuto emerso dalla ricerca – sostiene il presidente Manlio Marucci di Federpromm/Uiltucs – è evidente che tutto il settore dell’intermediazione assicurativa va strutturalmente ripensato in termini di strategie sia da parte dei soggetti abilitati che da parte delle associazioni di rappresentanza di tali categorie professionali, poiché emerge chiaramente la “sfasatura” sul piano delle tutele dei soggetti deboli, quali sono appunto i collaboratori iscritti alla sez. E, privi di ogni tutela sul piano contrattuale, economico e previdenziale. Infatti a tali figure si applica ancora un incarico di puro mandato di collaborazione (solo a volte di agenzia), con lettera accessoria da parte dei soggetti iscritti di cui alle precedenti lettere A,B e D del Registro. La Tabella precedente esprime una radiografia di sintesi del problema.

Analizzando anche i dati storici tra i vari competitor presenti sul mercato assicurativo italiano dalla ricerca, è emerso come nel Ramo Vita il 60% è rappresentato da Banche e Consulenti Finanziari; mentre nel Ramo Danni il 35% dei consumatori è disponibile a rivolgersi al concessionario auto per quanto riguarda l’RC auto. Relativamente al mercato polizze legate ai mutui, invece, emerge che il 32% dei soggetti é disponibile ad acquistare il servizio direttamente dai mediatori creditizi. Infine, un dato significativo è quello riferito alla vendita online di polizze, a cui si rivolgono direttamente gli utenti attraverso le piattaforme più evolute: da Google, Amazon, Facebook, E-bay ed altri, anche se al momento poco presenti in Italia. “In conclusione si può affermare – conclude la nota dell’organizzazione – come il processo di maturazione da parte degli intermediari assicurativi presenti una dinamica molto complessa e frastagliata da cui emerge una serie di problematiche che interessano l’offerta dei prodotti e servizi di natura assicurativa e previdenziale, a cui bisogna assicurare un percorso di crescita che sappia soddisfare al meglio i bisogni della popolazione italiana, sia sotto il profilo delle coperture che della educazione assicurativa e previdenziale.