• Redazione Federpomm

Bufi, Enasarco e dintorni

Le strane abitudini di Bufi di fare la voce grossa e di considerare una istituzione quale la Fondazione Enasarco agli interessi della sua ininfluente associazione.

Marucci (Federpromm) quale delegato della assemblea dell’Ente previdenziale degli agenti evidenzia come tali dichiarazioni uscite di recente sulla stampa siano contraddittorie e prive di ogni legame concreto con la realtà dei fatti.

Roma 2 giugno 2018 – L’uscita di Bufi con le dichiarazioni sulla gestione e il j’accuse alla presidenza della fondazione Enasarco, é la solita "sceneggiata" – visto che di sceneggiate in questo periodo se ne vedono molte – di fare la voce grossa in una struttura articolata e complessa quale l’ente di previdenza obbligatoria per gli agenti di cui i consulenti finanziari sono una percentuale modesta: circa 22mila sui 230mila iscritti.

Affermare in maniera pomposa e strafottente con una dichiarazione rivolta al presidente Costa che l’associazione rappresentata da Busi è in grado di fare la scalata alla cassa di previdenza attraverso gli strumenti della raccolta delle firme per la prossima competizione elettorale qualora non si provveda alla modifica dello statuto e del regolamento elettorale, appare come un altolà che non ha una percezione concreta e reale del funzionamento della macchina amministrativa e gestionale dell’Ente. Marucci quale delegato dell’assemblea ricorda a Bufi un’espressione all’uopo molto concreta e seria a cui dovrebbe attenersi prima di avanzare qualsiasi dichiarazione: “delle cose che non si conoscono conviene sempre tacere” (Wittgenstein). Evidentemente il collega Busi pecca di orgoglio e senso critico.

La responsabilità di molti delegati eletti che hanno approvato l’ultimo bilancio 2017, quali espressione di composite realtà facenti parte di Organizzazioni storiche all’interno della stessa Fondazione hanno dimostrato e dimostrano – contrariamente a ruoli da doppiogiochisti espressi su più tavoli da parte di esponenti dell’associazione facente capo allo stesso Bufi – responsabilità e coerenza nel dare il proprio contributo a far crescere la platea degli iscritti, a migliorarne i servizi e le prestazioni previdenziali nonché rendere funzionale e ricco di contenuti – non solo patrimoniali -il valore culturale di Enasarco

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