• Redazione Federpomm

CONSULENTI FINANZIARI SENZA TUTELE

Dopo la posizione assunta dal Sanpaolo Invest vs i cf con portafogli sotto la soglia dei 5milioni di euro occorre una riflessione e una presa di coscienza da parte di tutti per abbattere le storture del sistema che regola il rapporto contrattuale tra intermediario ed agente - Un dura presa di posizione da parte della Federpromm-Uiltucs

Roma, 23 marzo 2018 - Finalmente il coperchio della pentola in ebollizione è saltato, così a caldo replica Marucci della Federpromm ai commenti fiume raccolti dal sito Bluerating.com. Ci è voluto il coraggio di un collega ex pf del Sanpaolo Invest che stressato dalle logiche di produzione interne alle politiche commerciali e strategiche della rete - che vanta un organico con la collegata Fideuram di consulenti finanziari di oltre 5900 unità - ha iniziato a muso duro a dire pubblicamente e con voce alta - senza peli sulla lingua - la verità sulle reali condizioni  di lavoro nello svolgimento della propria attività professionale.  Un modo di esprimere la propria posizione con lealtà e franchezza - precisa una nota del sindacato - senza paure o condizionamenti che mettessero in discussione la buona fede e il senso di orgoglio con cui vengono esercitate le attività di lavoro a beneficio della propria clientela e delle regole di trasparenza di un mercato finanziario sempre più complesso e caotico. 

Con la Mifid II le contraddizioni sono venute a galla precisa la Federpromm-Uiltucs - ed è manifesta la strategia dei grandi gruppi bancari che controllano le reti di vendita nell'adeguarsi a tale scenario che  andrà a delineare un "oligopolio" di concentrazione in tutta l'area dell'intermediazione finanziaria e creditizia. E' sicuramente un momento delicato e particolarmente negativo per alcune fasce di consulenti che vivono una situazione di mercato difficile mai verificatosi nella lunga storia della promozione finanziaria. Una professione - quella del cf - nata nel 1991 con la legge sulle Sim senza nessuna tutela giuridico-contrattuale e previdenziale. Si è istituito prima l'albo dei promotori e ancora oggi si è in attesa della nuova configurazione del nuovo Organismo dei cf senza poter dare a tali figure una stabile e credibile legittimità soprattutto sul piano contrattuale. La lunga crisi a cui abbiamo assistito dei mercati finanziari oggi ha presentato il conto: responsabili un po' tutti, in prima fila il cf che ha un rapporto diretto e fiduciario con la clientela, sono stati strumento e manovra dal sistema senza capirne la natura sottostante dei rapporti di forza in essere. 

Di fronte a tale logica di potere, o meglio di strapotere in mano al management delle aziende, si cerca di strumentalizzare e ghettizzare la figura del cf con portafogli modesti dimenticandone il senso del ruolo sociale e politico che svolge tale figura nella comunità dei risparmiatori ed investitori. Occorre - e i tempi sono oggettivamente maturi, conclude il presidente Marucci  - una presa di coscienza collettiva della categoria per riconoscersi all'interno di un'organizzazione sindacale come la Federpromm-Uiltucs per tutelare gli interessi soggettivi, contrattuali, professionali, economici e previdenziali di tutti i consulenti finanziari.

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