Federpromm chiede alla Consob di far luce sulle dinamiche contrattuali delle reti di cf
La proposta è di introdurre nuovi obblighi informativi su patti di non concorrenza, penali, reclutamento e contenziosi.
05 ottobre 2026 redazione
Consulenti, Federpromm alla Consob: più trasparenza su reclutamenti, bonus e patti di non concorrenza
05/10/202610:57 Redazione
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Più trasparenza sui reclutamenti dei consulenti finanziari, sugli incentivi economici riconosciuti dalle reti, sui patti di non concorrenza e sulle controversie che accompagnano la cessazione dei mandati. È quanto propone Federpromm-Uiltucs nelle osservazioni trasmesse alla Consob nell’ambito della consultazione sulle modifiche al Manuale degli obblighi informativi dei soggetti vigilati, prevista dalla delibera n. 17297 del 2010.
La federazione condivide in linea generale l’obiettivo della Consob di semplificare e razionalizzare gli obblighi informativi, soprattutto quando si tratta di eliminare duplicazioni, comunicazioni già disponibili presso altre fonti o adempimenti che assorbono risorse senza migliorare concretamente l’attività di vigilanza. Allo stesso tempo, chiede di utilizzare la revisione del Manuale per introdurre nuovi flussi informativi aggregati e standardizzati sull’organizzazione e sull’operatività delle reti distributive.
Sotto osservazione reclutamenti, bonus e incentivi
Uno dei punti sui quali Federpromm concentra maggiormente l’attenzione è quello dei reclutamenti dei consulenti finanziari.
Secondo le osservazioni presentate alla Consob, gli intermediari dovrebbero comunicare annualmente, in forma aggregata, quanti consulenti siano stati reclutati e quanti abbiano invece cessato il rapporto di mandato per l’offerta fuori sede.
La proposta va però oltre il semplice conteggio degli ingressi e delle uscite. Federpromm chiede infatti che vengano rilevati anche la durata media dei rapporti cessati nel triennio, gli accordi economici sottoscritti e le relative lettere di intenti, oltre all’ammontare complessivo degli anticipi erogati, dei bonus e degli incentivi riconosciuti.
Tra gli indicatori ritenuti utili ai fini della vigilanza vengono inoltre indicati il numero delle controversie sorte in relazione al reclutamento e alla cessazione del rapporto e i contenziosi eventualmente aperti e definiti.
La richiesta si inserisce nel dibattito, particolarmente acceso negli ultimi mesi, sui meccanismi attraverso i quali le reti attirano professionisti e portafogli e sulle condizioni economiche e contrattuali che regolano i passaggi da un intermediario all’altro.
Riflettori sui patti di non concorrenza
Un altro tema sollevato dalla federazione riguarda le condizioni contrattuali che accompagnano il rapporto tra consulente e intermediario.
Federpromm sottolinea l’importanza che le condizioni economiche, professionali e organizzative determinanti nella scelta del consulente siano riportate in maniera chiara e completa nei mandati e nelle lettere di intenti, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali il professionista cambia intermediario o soggetto collocatore trasferendo il proprio portafoglio.
La federazione propone inoltre che gli intermediari comunichino, sempre in forma aggregata, il numero dei rapporti nei quali sono presenti patti di non concorrenza, indicando l’eventuale presenza di vincoli e penali.
Nel perimetro delle informazioni da rilevare dovrebbero rientrare anche le clausole collegate alla cessazione del rapporto, quelle che prevedono la restituzione di bonus e anticipi e le eventuali limitazioni temporali allo svolgimento dell’attività successivamente alla fine del mandato.
Sul punto Federpromm assume una posizione netta, osservando che risulta problematico presentare il professionista come autonomo quando, nel passaggio a un altro soggetto abilitato, la sua libertà contrattuale viene sottoposta a limitazioni.
Reclami e controversie, proposta una conciliazione interna
Le osservazioni presentate alla Consob affrontano anche il tema dei rapporti conflittuali tra consulenti e intermediari.
Federpromm suggerisce di raccogliere informazioni sul numero dei reclami presentati dai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede e sui relativi tempi medi di risposta, oltre che sulle controversie ancora aperte o già concluse, sia attraverso procedure di conciliazione sia in sede giudiziaria.
Tra le proposte figura anche l’istituzione di un organismo interno indipendente di conciliazione, soprattutto per le reti di maggiori dimensioni, al quale affidare la gestione dei contenziosi eventualmente aperti.
Protezione per chi segnala pressioni commerciali
L’ultimo punto sollevato dalla federazione tocca direttamente anche il rapporto con la clientela.
Federpromm invita infatti a prendere in considerazione forme di protezione per il consulente che segnali correttamente comportamenti scorretti o pressioni commerciali in violazione della tutela del patrimonio dei clienti o in presenza di possibili conflitti di interesse.
L’impostazione complessiva proposta alla Consob è quindi quella di accompagnare la riduzione degli adempimenti ritenuti ridondanti con pochi nuovi indicatori ritenuti più significativi.
Nelle conclusioni del documento, Federpromm indica quattro aree sulle quali costruire un patrimonio informativo più dettagliato: reclutamento e cessazione dei rapporti di lavoro, clausole contrattuali, reclami e contenziosi. Informazioni aggregate che, secondo la federazione, potrebbero offrire alla vigilanza una fotografia più completa delle dinamiche che coinvolgono consulenti, reti e intermediari finanziari.




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