• Redazione Federpomm

Sentenza Lexitor - La posizione degli agenti e mediatori di Federpromm

Con la sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’11 settembre 2019 in merito alla riduzione del  “costo totale” del credito in caso di estinzione anticipata del finanziamento   si è aperto nel paese un ampio dibattito in tutto il settore dell’intermediazione creditizia che sta coinvolgendo direttamente gli stessi intermediari come erogatori del credito e i soggetti collocatori, agenti finanziari e mediatori, nonché gli stessi consumatori e indirettamente le istituzioni e le associazioni di tendenza.

In particolare la sentenza stabilisce che in caso di estinzione anticipata del finanziamento debbano essere restituiti al consumatore tutti i costi attinenti al momento dell’apertura del credito (spese up-front) e non soltanto le spese legate alla vita residua del prestito (spese recurring ), quali spese di istruttoria, oneri erariali, costi di intermediazione e ove previsti, i ratei assicurativi non goduti.

Tuttavia secondo il parere espresso dal responsabile del coordinamento degli agenti e mediatori di Federpromm, Daniela Pascolini e dal segretario generale Manlio Marucci  l’applicazione di detta  norma sul  riconoscimento totale dei costi up-front al cliente in caso di recesso anticipato - aprirebbe di fatto un altro fronte di discussione che, assimilando il prodotto della cessione del quinto dello stipendio alla forma del mutuo - ove sia prevista la possibilità di "surroga" in corso di contratto nei confronti di altro intermediario che offre lo stesso prodotto a condizioni economiche migliori, stravolgerebbe i criteri assuntivi che sono invece specifici per ciascuno dei settori esaminati. Di fatto alla certezza e stabilità del rapporto lavorativo - coperto da polizza assicurativa – si equipara la negoziabilità di un bene durevole che rimette in gioco i vari strumenti esistenti nell’intero sistema del credito.

In merito la posizione di Federpromm è stata ampiamente espressa dopo un’ampia consultazione con la base – attraverso uno specifico documento inviato alle varie autorità - affinché  si apra un tavolo di lavoro  con tutti di stakeholder del settore per una corretta interpretazione della sentenza  e fare in modo che, in sede legislativa, si apportino le modifiche necessarie per dare agli stessi intermediari gli strumenti utili che possano equamente riconoscere al consumatore i diritti determinati dall’applicazione di tale sentenza.

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